twitter linked

Promuovere la cultura e l'eccellenza nel
Service Management tramite ricerca,
networking e trasferimento di soluzioni

Eventi

« Torna indietro


Innovare manutenzione e customer support con realtà aumentata e smart glasses

Polo Universitario «Città di Prato», Piazza G. Ciardi, 25 - Prato (PO).

Prato, 26 Gennaio 2016

Locandina: vedi allegato

 

In data 26 Gennaio 2016, presso il Polo Universitario Città di Prato, si è tenuto l’evento ASAP Service Management Forum dal titolo “INNOVARE MANUTENZIONE E CUSTOMER SUPPORT CON REALTA’ AUMENTATA E SMART GLASSES”. L’evento è stato articolato in tre momenti. Nella prima sessione, Mario Rapaccini, docente di Gestione dell’Innovazione presso l’Università di Firenze, ha delineato i modelli di riferimento per l’innovazione guidata dalle nuove tecnologie. Il relatore si è soffermato sulla distinzione tra invenzione e innovazione, ed ha evidenziato che in pochi anni alcune tecnologie raggiungeranno – secondo le previsioni – un grado di maturità adeguato per generare opportunità di innovazione delle pratiche di lavoro, nel conteso dei servizi di manutenzione e di assistenza tecnica su impianti, prodotti e basi istallate, sia in ambito civile che industriale. Le sperimentazioni più interessanti riguardano un ristretto numero di tecnologie, tra cui: a) l’impiego della realtà virtuale, della realtà aumentata e delle tecnologie indossabili – quali visori e smart glasses – per l’empowerment della forza lavoro sul campo; b) la stampa additiva, per produrre parti di ricambio on-demand; c) il consolidamento di piattaforme cloud, lo sviluppo dei paradigmi dell’industrial internet e dei big data, che consentiranno di gestire (acquisire, memorizzare, elaborare) grandi quantità di dati su cui sviluppare modelli predittivi e analitici di supporto alle decisioni. Rapaccini ha identificato lo stato dell’arte delle tecnologie di realtà aumentata tramite smart glasses, tema del convegno, suggerendo le caratteristiche chiave delle differenti configurazioni e delle opzioni tecnologiche. In particolare, il relatore ha distinto tra sistemi collaborativi (multi-user), che possono abilitare un nuovo modo di fornire teleassistenza e supporto remoto a clienti e tecnici sul campo, e sistemi automatici (single-user) che sono in grado di fornire, in piena autonomia, supporto procedurale all’utente. Queste applicazioni potrebbe trovare impiego per migliorare i processi di formazione della forza tecnica, per il troubleshooting di guaste ed avarie, per guidare l’operatore in un percorso internamente ad un impianto, nel compiere un dato task manutentivo, e/o mettere in atto una specifica procedura di messa in sicurezza. Rapaccini ha evidenziato le peculiarità organizzative della manutenzione produttiva, in contrapposizione alle attività svolte presso il cliente, nell’ambito della erogazione dei servizi di assistenza tecnica, suggerendo che ai fini della introduzione di nuove tecnologie è necessario considerare in quale ambiente le tecnologie debbono essere introdotte ed integrate, e a quali utenti (tecnici diretti/dipendenti, terzisti, rete di assistenza mandataria o plurimandataria) l’applicazione è rivolta.
Ne emerge un quadro reso complesso dall’ampio ambito di applicazione delle citate tecnologie. Da un lato la realtà aumentata può essere impiegata per il training degli operatori e dei tecnici di campo, risultando di estremo aiuto in quei nei casi in cui vi siano gap cognitivi su processi di manutenzione, riparazione, messa in sicurezza. La realtà aumentata potrebbe pertanto avere la finalità di supportare l’identificazione delle corrette procedure di lavoro, degli strumenti da utilizzare. I sistemi automatici consentirebbero, una volta indossati e connessi, il recupero di informazioni, di schemi, disegni, codici, utili a perfezionare le attività di campo. Il tutto potrebbe avvenire in piena autonomia, grazie ad algoritmi sempre più sofisticati per il riconoscimento digitale di immagini, in grado di identificare in contesto e gli oggetti su cui si sta operando, e di reagire di conseguenza. Nel caso della teleassistenza, uno specialista da remoto sfrutta la propria expertise in un dato campo (e.g. diagnostica su problemi connessi all’architettura di sistema, riparazione di moduli specifici, configurazione e integrazione con la rete del cliente) per agevolare il lavoro del tecnico. I due possono interagire in modo efficace grazie alla possibilità di abbinare alla desueta comunicazione verbale alcune interazioni visuali. Ad esempio, lo specialista può imporre nel campo visivo dell’operatore dei simboli per guidare le operazioni da eseguire. Grazie all’impiego di smartglasses e di dispositivi hands-free, il tecnico potrebbe ricevere questo tipo di ausilio mantenendo massima libertà di azione. Rapaccini ha quindi avviato la seconda sessione, in cui i partecipanti sono stati chiamati a manifestare il proprio interesse per le tecnologie in oggetto. Molti tra i partecipanti, service manager o responsabili della manutenzione, hanno voluto delineato le opportunità di impiego delle tecnologie di realtà aumentata nel proprio contesto. Ne è emerso un quadro di aspettative estremamente elevate. In molte aziende si sono già avviate sperimentazioni e progetti pilota, acquisendo dispositivi, integrando le tecnologie in oggetto o semplicemente realizzando proof of concept. L’interesse maggiore è per l’utilizzo di dispositivi in grado di abilitare la teleassistenza in modalità hands-free, in particolar modo nell’ambito dei servizi contrattuali. Alcuni partecipanti segnalano di aver proposto l’impiego di queste tecnologie al cliente, in fase di perfezionamento della vendita, e che la stessa è stata un fattore strategico per chiudere la trattativa. Qualcuno ha lamentato dubbi sulle responsabilità che potrebbero insorgere per il produttore, in virtù del fatto che qualche operatore, magari afferente di altre organizzazioni (e.g. l’operatore del macchinario posseduto dall’azienda cliente) possa subire infortuni spostandosi in seno ad un impianto produttivo con indosso un dispositivo non pienamente certificato, che presenta cavi di connessione ed altri impedimenti.
Nella terza sessione G.Menegardo ha presentato le soluzioni di Epson Italia, in particolar modo gli smartglasses della serie Moverio, evidenziando come questo prodotto stia evolvendo verso il mondo industriale con la serie “professional”. F. Tecchia della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha illustrato le possibilità di sviluppo degli ambienti di collaborazione da remoto. Grazie alla fusione di strati di realtà aumentata e virtuale, queste applicazioni potranno consentire una collaborazione molto più efficacie, basata su una esperienza immersiva molto realistica, in cui l’apprendimento è prevalentemente basato sulla gestualità. Le mani dello specialista che risiede presso un centro remoto potranno essere riprese da videocamere, virtualizzate, e quindi sovraimposte al campo visivo del tecnico di campo. I movimenti con le mani che lo stesso tecnico effettuerà per suggerire i corretti movimenti e manipolazioni, l’utilizzo di specifici strumenti, etc. potranno quindi efficacemente guidare il tecnico nelle sue attività di lavoro. Nicola De Leonardis di Engineering ha presentato l’applicazione di realtà aumentata sviluppata per guidare le procedure di messa in sicurezza (work clearance) – prima della manutenzione – dell’impiantistica di una piattaforma offshore nel Mare del Nord. Nella sessione si è evidenziata la presenza di piattaforme cloud in grado di abilitare l’archiviazione di documenti, manuali, procedure, schemi, foto. Una volta creata la repository per i documenti della manutenzione, queste piattaforme consentono di creare dei link alle informazioni di interesse, e di associare alle stesse dei marcatori e/o delle immagini. Una volta che il marcatore o l’immagine entra nel campo visivo degli algoritmi di realtà aumentata, si attiva il corrispondente link, consentendo questo un rapido recupero delle informazioni di interesse (e.g. parametri di controllo o configurazione di una centralina, associati alla fotografica del pannello centrale della centralina stessa).
In chiusura, M. Tucci del laboratorio IBIS di UNIFI ha evidenziato gli spunti di riflessione emersi dal convegno, focalizzando gli aspetti chiave su cui prestare attenzione in fase di introduzione di queste tecnologie. In massima sintesi, allo stato attuale delle soluzioni applicative appare più praticabile l’impiego di queste tecnologie per abilitare nuove forme di teleassistenza, erogare formazione a distanza e supportare attività di troubleshooting verso operatori e tecnici di campo, da parte di specialisti da remoto. Se ne conseguirebbe, in teoria, una più ricca interazione, comunicazioni più efficaci, possibilità di registrare la sequenza di operazioni effettuate, di guidare l’operatore sul campo verso i componenti oggetto di verifica e ispezione, verso i dispositivi da manovrare, etc. La possibilità di automatizzare tutti questi processi grazie alla disponibilità di algoritmi di riconoscimento, interpretazione e condivisione di informazioni si scontra con vari fattori: da un lato, il grado di digitalizzazione e codifica dei documenti e delle informazioni di interesse per la manutenzione (manuali, procedure, disegni, schemi, etc.). Sia che si tratti di manutenzione interna su impianti produttivi, che di servizi di manutenzione erogati conto terzi, non sempre si dispone di contenuti direttamente fruibili per gli scopi in oggetto. E’ chiaro quindi che il primo passaggio per favorire la diffusione di tali soluzioni è: a) rendere disponibili i contenuti richiesti, in un formato congruente con il tipo di applicazione e con le finalità stabilite: b) introdurre processi, strumenti e competenze specifiche in modo che questi contenuti vengano gestiti e aggiornati con l’evoluzione del contesto (prodotti, normative, procedure, etc.). Il terzo punto su cui occorre prestare attenzione riguarda l’accettazione di tali tecnologie da parte degli operatori. E’ chiaro che queste tecnologie possono essere percepite sia come strumenti di controllo, che come possibili fattori di depauperamento delle competenze tecniche del mestiere. In teoria, la minaccia che grazie ai dispositivi di realtà aumentata chiunque, in quanto guidato da uno specialista o da applicazioni “senzienti”, possa compiere interventi tecnici in modo efficace, senza alcun tipo di formazione, può essere percepita come sufficientemente realistica dalla forza lavoro che opera sul campo. Anche se le indagini del laboratorio IBIS svolte su un campione molto numeroso di tecnici hanno rivelato che la facilità d’uso e l’utilità percepita verso tali strumenti rendono la forza tecnica certamente ben predisposta verso queste tecnologie, questo è certamente un elemento da non sottovalutare.


Agenda

14:00

Registrazione partecipanti e Welcome Coffee

14:30

E. Banchelli, Saluti di benvenuto.

14:45

M. Rapaccini, IBIS LAB, UNIFI, ASAP SMF
Nuove tecnologie e innovazione dei servizi di manutenzione e
assistenza tecnica.

15:15

Opportunità per innovare la manutenzione e i
servizi di assistenza tecnica con la Realtà Aumentata e gli Smart
Glasses: testimonianze da alcuni settori industriali.

16:00

Discussione con i partecipanti in merito a stato
dell’arte della tecnologia e possibilità di applicazione:
intervengono G. Menegardo (EPSON ITALIA), F. Tecchia (SCUOLA
SANT’ANNA), P. MARADEI (Engineering), R. Rinaldi (LOGIS LAB
UNIFI).

17:15

M. Tucci, IBIS LAB, UNIFI, Wrap-Up e conclusioni

Iscriviti ora!