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XVI ASAP SERVICE MANAGEMENT FORUM
Servitization goes Digital: nuovi servizi per prodotti e clienti connessi

27 – 28 Novembre 2019, Milano

MUSEO NAZIONALE DELLA SCIENZA e DELLA TECNOLOGIA “Leonardo da Vinci”

Un numero sempre più crescente di aziende si sta oggi interrogando sulle possibilità derivanti dalla servitization: l’estensione delle tradizionali offerte di prodotto attraverso l’erogazione di servizi avanzati, non solo a supporto del prodotto, ma anche dei clienti e dei loro processi, sembra infatti oggi essere una necessità alla quale le aziende che vogliono acquisire o mantenere una posizione di leadership, non possono sottrarsi.

Non stupisce quindi che siano stati oltre 200 i manager e direttori che hanno preso parte al  XVI ASAP Service Management Forum, svoltosi lo scorso 27 e 28 Novembre presso la prestigiosa cornice del Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci”. 

Una due giorni intensa che si è aperta con il tradizionale pomeriggio riservato agli aderenti della Community. Come da tradizione, l’ ASAP Community Day ha generato tante idee, momenti di discussione e networking per progettare, avviare o continuare la crescita del service business attraverso l’adozione delle nuove tecnologie.

Qui trovate un breve riassunto e alcune foto del Community Day  (27 Novembre).

 

RESOCONTO XVI ASAP SMF

Il 28 Novembre si è poi svolto il Convegno Servitization goes Digital dove i tanti relatori hanno illustrato esperienze e casi concreti di come i sempre più rapidi processi di trasformazione, come la servitization e la digital transformation, appaiano oggi inevitabili per le imprese.

Dopo l’apertura lavori a cura di Federico Adrodegari, ricercatore dell’Università di Brescia e coordinatore di ASAP, il keynote del Prof. Vinit Parida si è concentrato sui modelli e modalità di innovazione bastate sullo sviluppo di nuovi modelli di business orientati al servizio. Modelli che richiedono oggi una complessa trasformazione possibile solo attraverso la costruzione di un nuovo ecosistema orientato non solo a sostenere la vendita dei prodotti, ma anche alla creazione di valore per il cliente e per tutti gli attori coinvolti. Questi elementi sono poi stati ripresi dalle interessanti testimonianze successive. Giulia Baccarin, imprenditrice ed innovatrice nel campo degli algoritmi e modelli predittivi, ha illustrato attraverso casi concreti come la disponibilità delle informazioni oggi non basti. Servono intelligenze specializzate per poterle interpretarle e strutturare in ottica di business. Intelligenze che non sono quindi legate ai (soli) algoritmi, ma che si devono basare sulle esperienze e sulle competenze specifiche di dominio che i diversi attori (e aziende) oggi possiedono. È stato quindi il turno di Andrea Temporiti (ABB) e Alessio Sitran (Continental Automotive) che, riprendendo l’immagine delle aziende “data-obese”, hanno provato ad illustrare ai partecipanti come sia oggi possibile migliorare questa situazione trasformando i dati in servizi ed in valore aggiunto. In particolare, Temporiti ha illustrato il caso di ABB e di come i dati di consumo di energia possano oggi abilitare nuovi e più sostenibili processi di consumo, mentre Sitran si è concentrato sull’introduzione del tachigrafo smart, in grado di raccogliere dati e di generare servizi ed opportunità per tutti gli attori della filiera automotive. Mario Rapaccini, professore dell’Università di Firenze, ha poi chiuso la mattinata moderando un’intesa tavola rotonda dove è emerso chiaramente come un approccio technology-driven verso la servitizzazione appaia oggi quantomeno rischioso ed incompleto: serve infatti partire dal cliente, da un’analisi del valore del servizio offerto, per poter progettare una trasformazione così complessa, lunga e, spesso, difficile da governare.

Questi i messaggi chiave ripresi poi in apertura di pomeriggio da Nicola Saccani, professore dell’Università di Brescia, durante il suo intervento. Secondo Saccani, grazie ad un’accresciuta consapevolezza, le opportunità delle nuove tecnologie sono ormai chiare. Ma le tecnologie rappresentano solo un mezzo e non il fine verso la digital servitization. E qui, pare esserci ancora molto da fare: c’è ancora bisogno di metodi, competenze e progettualità come quelle che ASAP si propone di sviluppare e trasferire al mondo industriale, perché le aziende possano sviluppare un approccio sempre più cliente-centrico ed orientato allo sviluppo del service business.

Mauro Bellini, direttore responsabile di Industry4Business, ha poi guidato l’intensa sessione pomeridiana aperta dalla testimonianza di Michele Federici (Salesfoce) e Alessandro de Gregorio (Biesse Group) che hanno illustrato la piattaforma IoT co-progettata dalle due realtà al fine di fornire un nuovo valore aggiunto all’offerta di Biesse: attraverso questa piattaforma infatti, i clienti dell’azienda possono oggi sperimentare un nuovo modo di interagire, reattivo ed informato. Il tema dell’interazione è poi stato ripreso da Francesco Gallo (NPO Sistemi) che, attraverso alcuni casi di successo, ha illustrato il potenziale della blockchain in ambito service. Disintermediazione, tracciabilità, trasparenza ed immutabilità, sono le caratteristiche distintive della tecnologia che possono quindi abilitare nuovi modelli di business orientati all’accesso/utilizzo del prodotto. Di modelli di business orientati al servizio, hanno poi parlato Stefano Butti (Servitily) e Giovanni Cogotzi (Claind). Sfruttando infatti l’interconnessione dei prodotti e la nuova piattaforma sviluppata da Servitly, Claind ha infatti sviluppato nuove offerte come il pay-per-use service plan.  Coen Jeukens (ServiceMax) ha infine chiuso la sessione dedicata alle esperienze dal campo, soffermandosi su come la servitization richieda anche un forte cambio di mentalità per tutto l’ecosistema. E le tecnologie possono davvero aiutare le aziende in questo cambiamento di prospettiva: “from fixing what breaks to knowing what works”. La giornata si è poi chiusa con una partecipata discussione che ha visto i relatori confrontarsi con numerose domande della platea a testimonianza della grande attenzione al tema della Digital Servitization.

Per maggiori dettagli e per rivivere i momenti principali di questa due giorni, potete consultare l’hashtag #ASAPFORUM sui nostri canali Twitter e Linkedin.

Sono intervenuti

  • Federico Adrodegari – RISE Lab Università degli Studi di Brescia, Coordinatore ASAP Service Management Forum
  • Giulia Baccarin – Imprenditrice ed Innovatrice,  Managing Director I-Care, Co-founder MIPU
  • Simone Baiano – Technological Support – Direzione Qualità e Sviluppo Tecnologico – Molteni Farmaceutici
  • Stefano Butti – Amministratore Delegato Servitly
  • Giovanni Cogotzi – President and CEO CLAIND
  • Alessandro De Gregorio – Head of Service Division – Biesse Group
  • Mattia Dimitri – Ricercatore Università degli Studi di Firenze
  • Michele Federici – Senior Strategic Account Manager Service & Field Service – Salesforce
  • Marco Foralosso – Energy Manager – Arneg
  • Francesco Gallo – Innovation & Strategy Director – Npo Sistemi – A Ricoh Company
  • Coen Jeukens – VP Global Customer Transformation – ServiceMax
  • Jürg Meierhofer – Lead expert on “Smart Services”, ZHAW School of Engineering – Swiss Alliance for Data-Intensive Service
  • Vinit Parida – Professor of Entrepreneurship&Innovation, Luleå University of Technology
  • Mario Rapaccini – Università degli Studi di Firenze e ASAP Service Management Forum
  • Massimo Rigamonti – Service business development manager Gabbioneta Pumps – Trillium Flowcontrols
  • Nicola Saccani – RISE Lab Università  degli Studi di Brescia
  • Alessio Sitran – Senior Advisor – Business development, Continental Automotive
  • Andrea Temporiti – Electrification Business Digital Leader – ABB